ΤΑ ΚΕΛΛΙΑ ΤΗΣ ΤΗΝΟΥ

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Και στα Κελλιά με χρώματα άσπρα και ήλιο μεθούν

lunedì 15 giugno 2015

“I Greci in Campania: cinquecento anni di storia” all’archivio di Stato

di PAOLO DE LUCA


E' il monumentale Archivio di Stato di Napoli (piazzetta del Grande Archivio), per la precisione gli spazi del bel Chiostro del platano, ad ospitare la mostra “I Greci in Campania: cinquecento anni di storia”. Si tratta del primo tra gli eventi dedicati alla plurisecolare presenza ellenica nella nostra regione, programmati nell'arco del prossimo triennio. L'esposizione, visitabile gratuitamente fino al 30 settembre e curata da Janis Korinthios e con allestimento di Sotiris Papadimitriou, ripercorre, attraverso documenti mai esposti prima e fotografie d'epoca, la storia della comunità locale a partire dal 1518, anno di costruzione della chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. L’edificio, ancora oggi esistente ma soffocato dai palazzi realizzati nell'ambito del piano post bellico di risistemazione del rione dei Guantai, fu costruito da  Tommaso Asan Paleologo, cavaliere greco accolto da Ferrante d'Aragona dopo la sua fuga da Costantinopoli.

La lunga storia della diaspora verso l'Occidente da parte della “magna graecorum multitudo”, parte proprio dalla caduta dell'Impero romano d'Oriente, conquistato nel 1453 dall'esercito ottomano del sultano Maometto II il Conquistatore.

La creazione in Italia di numerose e fiorenti realtà comunitarie greche, a seguito dei flussi migratori, favorì fruttosi scambi di natura culturale e commerciale. A Napoli, la costituzione di una prima “fratria” di greci risale al 1536: la nuova comunità s’integrò nell'ambito della realtà spagnola e vicereale presente all'epoca in città. La mostra presenta proprio un documento di quegli anni:  il primo statuto notarile della chiesa e confraternita dei nazionali greci a Napoli, datato 1593.

Ampi settori sono inoltre dedicati alle figure di personaggi celebri, come, ad esempio, il “Greco di Napoli”, il pittore Belisario Corenzio (di cui sono esposte anche fotografie delle sue opere, realizzate da Luciano Pedicini per la monografia pubblicata nel 2011 a firma di Panagiotis Ioannou “Belisario Corenzio. La vita e la sua opera”). L’artista realizzò gli affreschi che decorano la chiesa dei Santi Severino e Sossio, a cui erano annessi gli ambienti monastici che, dal 1835, ospitano l'Archivio di Stato. Fu proprio durante la loro realizzazione che Corenzio trovò la morte, nel 1646, cadendo accidentalmente da un ponteggio. Attraverso le fonti è inoltre documentato il periodo borbonico, con la fondazione del reggimento “Real Macedone”, creato nel 1739 e composto da greci dell’Epiro, della Macedonia, della Morea e delle Isole Ionie. Tra gli altri avvenimenti storici in rassegna, c’è la  guerra greco-turca del 1897, le vicissitudini, a fine  Ottocento, del comitato napoletano “Pro Candia”, per sostenere l’indipendenza di Creta.

Ancora, la diaspora di ebrei greci verso Napoli, a seguito dell'incendio di Salonicco del 1917 e la creazione della prima cattedra di lingua e letteratura neogreca con Costantino Triantafillis. La narrazione prosegue con le tristi vicende dei greci ebrei durante la Seconda guerra mondiale, con i documenti del 1944 sul governo ellenico in esilio a Cava de’ Tirreni. Ultima sezione, quella sulla missione del 1948 dell'archeologo Spiridione Marinatos, per il recupero delle antichità trafugate durante la guerra.

Testimonianze importanti degli ultimi centocinquant'anni di storia provengono dall'archivio storico della famiglia Typaldos, messo a disposizione per gli allestimenti. La mostra è organizzata dall'Archivio di Stato, dalla Comunità ellenica di Napoli e Campania e dalla Federazione delle comunità e confraternite elleniche d’Italia con il patrocinio, tra gli altri, del ministero ai Beni culturali italiano e quello greco agli Affari esteri. Orario visite: il lunedì e il giovedì, alle 9.30 e alle 11.30.


http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/06/15/news/_i_greci_in_campania_cinquecento_anni_di_storia_all_archivio_di_stato-116889260/

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