Napoli rinnova l’incontro con le sue radici elleniche.
Concerto di inaugurazione delle celebrazioni legate alla “Giornata mondiale della lingua greca”: musica e canti popolari al Maschio Angioino
di Marcella Raiola
Deliziose, coinvolgenti, intensamente e fervorosamente partecipi della tradizione musicale popolare e “aulica” sedimentata ed espressa dalla loro terra, che è anche, idealmente e linguisticamente, la “terra” di tutti gli europei e la “madrepatria” dei napoletani: la Grecia. Stasera, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, ad inaugurare la grande festa annuale della lingua greca, il soprano Lena Sourmeli e la pianista Olena Fedko hanno incantato e commosso una platea variegata, eseguendo magistralmente brani di musica ellenica. I presenti hanno risposto all’invito del prof. Jannis Korinthios e della prof. Angela Iannuzzi, portavoce del Coordinamento “Sintonia”, composto da docenti di Greco campani e nato per promuovere e organizzare, ogni anno, la Giornata mondiale della Lingua Greca.
L’atteso evento, ormai giunto all’XI edizione, fin dal 2016 viene celebrato a Napoli non con accademiche dissertazioni che resterebbero circoscritte agli addetti ai lavori, ma con un festoso incontro di studenti e studentesse d’Italia e Grecia, che presentano originali performances teatrali su una tematica concordata di anno in anno dall’assemblea dei docenti. Quest’anno, il tema proposto alla creatività delle scuole è stato: “La mia patria è la mia lingua”. In sala, c’era anche il presidente della Comunità Ellenica di Napoli e Campania Paul Kyprianou. Nel presentare le due artiste, il prof. Korinthios, ideatore della manifestazione, ha ricordato, con giustificato orgoglio, che lo scorso 12 Novembre anche l’UNESCO, a Samarcanda, ha riconosciuto all’unanimità il 9 Febbraio come “Giornata mondiale della Lingua Greca”, additando nel Greco un bene comune non solo storicamente ineludibile ma anche prospetticamente generativo, da preservare in modo dialettico e metodologicamente fondato, cioè evitando sia l’iconizzazione che la banalizzazione.
La soprano Lena Sourmeli ha dispiegato tutte le sfumate tonalità di una voce morbida e cristallina, interpretando, in esordio, un brano molto complesso, tramato su una lirica di Saffo, che prevedeva una sorta di struggente “dissolvenza vocale” capace di riprodurre mimeticamente il tramonto della luna. Vasto il repertorio del duo artistico: da Xenos a Arvannitakis fino al celebre Theodorakis, passando per l’esecuzione di gorgheggiati canti tradizionali del popolo greco, musicati da Kostantinidis. Nel finale, il pubblico si è lasciato travolgere dal ritmo, battendo a tempo le mani e scandendo il fraseggio musicale.

Perfettamente calibrata anche la performance della pianista Olena Fedko, che con sensibilità estrema ha saputo opportunamente rimarcare i passaggi più significativi del canto, potenziando qualitativamente l’interpretazione della soprano e “colorando” sinesteticamente le gioiose o malinconiche parole della dolce lingua greca, che ha caricato delle sue inflessioni gli idiomi del Mediterraneo e che, come ha detto il grande poeta greco Nikos Kazantzakis, autore di “Zorba il Greco”, richiamato da Korinthios nella sua introduzione, ha saputo estendersi fino all’India e annidarsi anche nella sintassi e nel lessico dei popoli asiatici sottomessi da Alessandro Magno.

Domani, 8 Febbraio, le scuole greche ospiti a Napoli visiteranno i quartieri e monumenti che raccontano l’ascendenza greca di Neapolis, mentre Lunedì 9, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, esploderà l’entusiasmo contagioso di almeno 600 studenti, provenienti da Cipro, Rodi, Tinos, Maratona, Atene e da tutta Italia. Moltissimi i contributi video inviati da Russia, Thailandia, Cina, U.S.A. e da paesi in cui sarebbe difficile immaginare l’esistenza di centri di studio del Greco, come il Congo. Mentre il MIM (Ministero dell’Istruzione e del “merito”) umilia il Greco escludendolo clamorosamente dalle materie d’esame del Liceo Classico, i licei mostrano, a Napoli, la vitalità e maestà di una lingua che insegna a gestire la complessità e a considerare la contrapposizione “agonale” tra pensieri e concetti non come un elemento di destabilizzazione da espellere, ma come una sfida culturale e sociale da raccogliere e trasformare in dinamico equilibrio tra diversità. In questo senso, la Giornata mondiale della Lingua Greca, è un atto di resistenza culturale, e non a caso è nata a Napoli, città partigiana per eccellenza.








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